I delfini sono tra gli animali più amati dall'uomo; vederli suscita in ognuno affetto per queste tenere creature. Eppure, spesso il trattamento che gli riserviamo ha ben poco di affettuoso.
Tutti gli anni si sente parlare delle crudeli cacce ai cetacei praticate qua e la nel mondo; in genere la notizia è utile per riempire l'ultima pagina del tg e finisce tutto lì. Ma che cosa succede davvero? Vi racconto ciò che accade in due diverse parti del mondo, una all'opposto dell'altra, per cercare di far conoscere la verità.
Taiji è apparentemente una bella cittadina del Giappone, con paesaggi bellissimi, ma che nasconde una realtà terribile; in una laguna, che oltretutto è zona protetta, ogni anno migliaia di delfini vanno incontro al loro triste destino; i più fortunati vengono scelti per grandi parchi marini mondiali, presi e deportati per condurre una vita breve di sfruttamento per allietare stupidi umani che si divertono a vederli saltare in una piscina. Quelli meno fortunati, la maggior parte, sono destinati alla morte; la mattanza inizia a settembre e viene portata avanti fino a marzo, con il risultato dello STERMINIO SISTEMATICO DI 23MILA ESEMPLARI. Anno dopo anno, la crudeltà si ripete. E ovviamente, nel luogo incriminato non si può entrare...
Perchè questa mattanza va avanti?
Qualche anno fa è stato girato un film/documentario intitolato The Cove, dove vengono denunciati gli orrori di Taiji, e che illustra inoltre come l'uomo stia distruggendo gli oceani e che il consumo di carne di delfino sia fortemente nocivo per l'uomo.
Da quella visione possono emergere spunti che possono spiegare, nel limite del possibile, perchè tutto questo va ancora avanti, sebbene in Giappone la carne di delfino non sia molto consumata, almeno apertamente. Infatti, essa viene venduta spacciandola con altri nomi, truffando così l'acquirente. Inoltre, per giustificare il proprio operato nel suolo nazionale, è il governo ha aperto una campagna di propaganda dove viene comunicato che i cetacei stanno riducendo in maniera considerativa il numero di pesce disponibile per la pesca, giustificando la caccia di questi animali come "disinfestazione"!

Stessa situazione avviene da anni nelle Isole Far Oer, che fan parte della Danimarca. In questo caso, si tratta di delfini chiamati "balene pilota", cetacei che vanno dai 5 ai 7 metri di lunghezza. In questo caso i dati ufficiali parlano di circa 1000 esemplari uccisi all'anno, ma molto probabilmente si tratta di almeno 1500, se non persino 3000...
Il tutto viene giustificato in molte maniere; c'è chi dice tradizione, chi invece parla di posti di lavoro, dicendo che si tratta di un'attività indispensabile per l'economia del paese....ma la realtà è che non esistono scuse per un massacro di tali dimensioni.In entrambi i casi le modalità della caccia rendono l'azione ancora più barbara; a Taiji i delfini vengono spinti verso riva tramite rumori provocati sott'acqua con dei bastoni, e li vengono uccisi senza pietà con varie armi a lama. Nelle Isole Far Oer invece vengono agganciati dalla coda con degli uncini e tramite essi vengono trascinati verso la spiaggia, dove li attendono esecuzioni analoghe a quelle dei loro colleghi giapponesi.
Viene da chiedersi se gli sporchi guadagni che derivano da questi macelli bastino a giustificare questo modo di agire, o se si tratta di pura crudeltà.
Davvero per l'umanità è indispensabile continuare a fare a pezzi questi bellissimi animali? E l'uomo va davvero reputato superiore, se compie certe vergogne?
Bisognerebbe avere l'umiltà di fare silenzio e ascoltare tutto ciò che potremmo imparare da loro, mentre invece siamo solo capaci di massacrarli con asce e coltelli...
Per concludere, vi mostro un video molto toccante, che mostra una madre di delfino portare sulla schiena il suo cucciolo morto da giorni. Come si fa ad uccidere con quella ferocia esseri così sensibili e così intelligenti?
Avremmo molto da imparare da loro.










